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lunedì 19 maggio 2008

ZTL ...sempre Palermo la città più "in-cool" d'Italia

Ecco il dossier ZTL della mitica Stefania Petyx dal sito Rosalio il blog di Palermo.

venerdì 4 gennaio 2008

SEI DI PALERMO?????

sei di Palermo se hai esclamato almeno una volta nella vita :' ma
perchè aprirsi una panelleria o un ganci a Milano? quanti piccioli
ti fai?'

sei di Palermo se la pressa per te non è semplicemente un
compattatore, ma il metaforico discrimine tra l'utile e l'inutile

sei di Palermo se non sai come si dica calia e semenza in italiano

sei di Palermo se, indicando un supplì in un bar di Milano, chiedi
un'arancina

sei di Palermo se alla vista del Cremlino la prima cosa che pensi
è: 'Certo, non è castello UTTUVEGGIO...però carino è'

sei di Palermo se hai subito un fermo

sei di Palermo se hai fatto un fermo

sei di Palermo se ti hanno fregato almeno una vespa

sei di Palermo se 'scendi' a Mondello e 'sali' a Palermo

sei di Palermo se la notte vai a smontare i pezzi dei dossi in favorita

sei di Palermo se non hai idea di dove sia viale margherita di
Savoia, ma sai benissimo dov'è la discesa di Mondello (anche se la
fai in salita)

sei di Palermo se il motore non è un pezzo della macchina, ma un
mezzo di locomozione

sei di Palermo se 'scendimi le chiavi!'

sei di Palermo se riesci a NON vedere il mare da casa anche
abitando a 20 metri dalla costa

sei di Palermo se 'minchia favoloso'

Sei di Palermo se 'alla festa c'era mezza Palermo'

sei di Palermo se 'che duciiii!!!'

sei di Palermo se 'ti sei ammuccato con...'

sei di Palermo se un tempietto non ha una funzione sacra...

sei di Palermo se 'compà, tuttapposto?'

sei di Palermo se appena lavi la macchina comincia a piovere... sabbia!

sei di Palermo se spendi 150.000 € l'anno in posteggiatori

sei di Palermo se all'estero tieni a esagerare la mitezza climatica
della tua città

sei di Palermo se sai che l'unita' di misura della sasizza è il callozzo

sei di Palermo se continui a stupirti della tecnica di lancio dei
'ghiacciolari' dello stadio e continui a chiederti dove fanno gli
allenamenti settimanali

sei di Palermo se, quando il Palermo pareggia 'finì a pasta chi saidde!'

se di Palermo se ... hai fatto almeno un goal di puntazza arraggiata

sei di Palermo se in autobus sali dall'uscita prima che la gente
esca (e te ne rendi conto alla quindicesima cazziata presa
all'estero)

sei di Palermo se la pasta col forno è troppo bella

sei di Palermo se ogni volta che c'è un incidente ti fermi
bloccando il traffico per analizzare la situazione e poter dire la
tua...ma anche se c'è un aggaddo

non sei a Palermo se due persone si insultano e si minacciano per
un quarto d'ora senza che succeda ASSOLUTAMENTE NULLA. (...e quasi
quasi ti viene voglia di infilarti e dare una boffa a muzzo, purché
quaglino!)

sei di Palermo se in 'piazza Alcide de Gasperi' e in 'via Isidoro
la Lumia' il nome proprio ce lo devi mettere per forza, ma come si
chiama il signor Sciuti di 'via Sciuti' proprio non lo sai

sei di Palermo se il pulsante non lo premi, ma lo ammacchi

sei di Palermo se non sai dire in italiano la seguente frase : 'voi
due quanto vi levate?'

sei di Palermo se ti chiama a casa il portiere del palazzo di tuo
nonno, per dirti che la signora d'Alia gli ha detto di dirti che
c'è la finestra della veranda aperta e che quindi magari entra
acqua e forse sarebbe il caso di chiuderla...

sei di Palermo se quando sei con francesi o con spagnoli ti giochi
sempre il fatto che TRAVAGGHIARE è uguale a 'travailler' e
'trabajar'

Sei di Palermo se nella tua strada ci sono sempre 2 vigili e 2
posteggiatori abusivi di motorini che, come le rette parallele,
scorrono vicini ma non si incontrano mai..

domenica 3 dicembre 2006

"...Il santuario di Santa Rosalia..."





Rosalia Sinibaldi era una giovane e nobile palermitana di origine normanna, nata nel 1130 e, ancor giovane, morta nel 1166 nella grotta ove oggi si erge il santuario e dove, probabilmente, furono trovati i suoi resti. Rosalia si era ritirata sul monte Pellegrino per condurre una vita da eremita, rinunciando alla ricchezza ed agli agi della nobiltà normanna. Da allora nessuno mai seppe più niente di lei fino a quando, nel 1624, mentre a Palermo infieriva la peste che decimava il popolo, il suo spirito appare in sogno prima ad una malata di peste (poi guarita) poi ad un cacciatore. A quest'ultimo Rosalia indicò la strada per ritrovare i suoi resti ossei, e chiese di portarli in processione per la città. Così fu fatto: dove passavano i resti della Santa i malati guarivano e si univano alla processione, liberando totalmente la città in pochi giorni dall'orribile morbo !Da allora la processione si ripete ogni anno con il fine di proseguire nei secoli il rituale di liberazione dai mali che affliggono l'umanità.

Il Santuario venne costruito nel 1625 sul monte Pellegrino, il luogo in cui Santa Rosalia visse da eremita e dove furono ritrovate le sue spoglie. La facciata della Chiesa si trova a ridosso della parete rocciosa e si raggiunge attraverso una lunga gradinata. La scultura settecentesca della Santa è collocata in un'edicola sulla sinistra della facciata. All'interno si trovano due altari, un crocifisso in legno risalente al Quattrocento, alcune lapidi e numerosi ex voto. Attraverso una cancellata di ferro si accede alla grotta, profonda quasi venticinque metri, dove vennero trovate le spoglie di Santa Rosalia. In questo ambiente si trova un altare dietro al quale, in una rientranza della roccia, è collocata la scultura settecentesca in marmo dell'Immacolata. In un altro incavo della roccia si trova la testa della Santa, realizzata in marmo. Sulla sinistra vi è una grande teca in vetro che contiene la statua di Santa Rosalia, realizzata nel Seicento da Gregorio Tedeschi, rivestita con una lamina dorata e circondata da ex voto. Il soffitto della grotta è percorso da canaline in metallo per raccogliere l'acqua che esce dalla roccia, ritenuta santa. L'ambiente è illuminato da piccoli fari. Adiacente alla Chiesa si trova il convento che ospita l'Istituto di Opera Don Orione.

martedì 28 novembre 2006

Il Teatro Massimo


La costruzione
"L'avventura" del teatro Massimo di Palermo ha inizio nel 1862, quando il Sindaco, Marchese di Rudinì diede incarico ad una commissione comunale di effettuare gli studi necessari alla realizzazione di un progetto per il teatro.
Per il progetto del teatro si decise di bandire un concorso. Il Consiglio Comunale approvò l'iniziativa il 25 maggio 1864 e i partecipanti, di varia nazionalità, furono 35.
Il concorso fu vinto da G.B. Basile, noto architetto palermitano. Così in data 4 settembre 1868 il Sindaco di allora, Salesio Balsano, annunciò al Basile l'esito del concorso accompagnato dalle sue congratulazioni.
La sera del 30 ottobre del 1874 il Consiglio Comunale deliberò che il teatro si costruisse e che il direttore dei lavori fosse il Basile.
Il 12 gennaio 1875, Palermo poté con gioia assistere alla posa della prima pietra in piazza Giuseppe Verdi. Alla cerimonia parteciparono tutte le maggiori autorità cittadine.
Nel 1891 morì G.B.Filippo Basile.
Non ebbe il tempo per vedere compiuta la sua opera i cui lavori furono sospesi nel 1982 per riprendere solo nel 1890.
Fu l'architetto Ernesto Basile che portò a termine un progetto del padre.

Inizio dell'attività
Il 16 maggio 1897, il Massimo, secondo teatro d'Europa dopo l'Opera di Parigi, inizia la sua attività di teatro lirico con il Falstaff di Verdi.
La serata inaugurale ebbe un enorme successo e per tutta la stagione si ebbe il "tutto esaurito". D'altra parte, la presenza di uno sponsor d'eccezione, come Ignazio Florio, garantiva all'evento una risonanza mondana ed un rilievo internazionale. In effetti, Palermo in quegli anni, proprio grazie ai Florio, era una delle capitali europee, ed ospitava frequentemente le teste coronate di tutto il mondo.

12 maggio 1997 la riapertura
Il Teatro Massimo continuò la sua attività lirica per 77 anni sino al 1974, quando a causa di un incendio, scoppiato al cinema Statuto di Torino, venne imposto che i locali aperti al pubblico si uniformassero alle mutate norme di sicurezza. Così il Teatro venne chiuso "temporaneamente".
Fu per decenni chiuso al pubblico per restauri, ma durante il periodo riconosciuto come "primavera di Palermo" l'allora giunta comunale presieduta dal Sindaco Leoluca Orlando nel maggio 1997 dopo 23 anni fu riaperto al pubblico e ai turisti.
Quattro giorni dopo, il 16 maggio, si festeggerà il centenario del Teatro con la Seconda Sinfonia di G. Mahler.
Il 22 aprile del 1998 con l'Aida di G. Verdi anche la lirica torna al Teatro Massimo, che riprende in maniera definitiva il suo ruolo centrale nella vita culturale della città.

Per chi volesse visitare virtualmente il Teatro Massimo di Palermo:
www.teatromassimo.it/teatro/visita.html

giovedì 23 novembre 2006

Il Castello Utveggio


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Da tutta la città si scorge un edificio color rosa pallido, somigliante ad un castello merlato, adagiato su un pianoro: è il Castello Utveggio. Il Castello venne costruito negli anni Trenta del Novecento per volere della famiglia Utveggio, che lo adibì a lussuoso albergo. Il progetto venne affidato a Giovan Battista Santangelo.
La struttura alberghiera entrò in crisi negli anni prima della Seconda Guerra Mondiale, per poi venire completamente abbandonata durante il conflitto. Negli anni Ottanta il Castello divenne proprietà della Regione, che lo restaurò e lo trasformò nel Cerisdi, una scuola di formazione nel campo economico e manageriale. L'edificio si trova in cima ad un altopiano e si caratterizza per il colore rosa e per le merlature tutt'intorno alla parte superiore. Attualmente l'interno è visitabile solamente durante convegni o manifestazioni.

Papa Giovanni Paolo II, durante le sua visita a Palermo nel novembre del 1995 fu ospitato qui, ecco una sua foto mentre si gode il magnifico panorama ....da lassù si vede tutta la città, Conca d'oro compresa.



Purtroppo da voci di corridoio molto recenti, sembra che la Regione Sicilia voglia vendere il Castello, insieme ad altri palazzi di sua proprietà, per colmare un buco di non so quanti milioni.

domenica 19 novembre 2006

La cattedrale di Palermo

Volevo farvi conoscere un pò la mia città. La mia amata Palermo! Certo virtualmente non posso farvi sentire gli odori e le "abbanniate" che si possono sentire passeggiando tra i vicoli e i famosi mercati: Vucciria, Capo, Ballarò ...ma tenterò di farvi conoscere alcuni dei monumenti che fanno da cornice alla mia bella città.



La Cattedrale di Palermo nasce come il più importante monumento normanno della sua epoca. Consacrata nel 1185, fu fatta erigere da Gualtiero Offamilio nel luogo in cui sorgeva una basilica cristiana di origine bizantina che, in epoca araba, era stata prestata al culto musulmano e trasformata in moschea. L'assetto dell'attuale edificio è il risultato di varie modifiche avvenute in più epoche, di cui le più radicali avvennero tra il XIV e il XV secolo e negli anni 1781-1804. Il Duomo originario fu costruito riproponendo nella sua pianta lo schema della Cappella Palatina: anche lo sviluppo verticale aveva analoghe soluzioni nel separare le tre navate longitudinali secondo l'allineamento di alti archi ogivali poggianti su gruppi di 4 colonne. Le navate della costruzione originaria avevano una copertura lignea. Le parti più evidenti del rifacimento del '300-'400 sono la facciata principale sulla via Matteo Bonello ed il portico sul lato meridionale che prospetta sul Piano della Cattedrale (o Piazza della Cattedrale). Gli interventi più devastanti subiti dalla chiesa si devono all'architetto Ferdinando Fuga effettuati negli anni 1781-1801.

Fu stravolto l'originario edificio trasformando la pianta della chiesa in croce latina aggiungendo due ali laterali formanti il transetto e la relativa cupola. La radicalità degli interventi subiti offre oggi al visitatore un edificio che accosta tra loro parti in originale stile arabo-normanno con il più recente aspetto di una basilica neoclassica. Le tre absidi sul prospetto orientale costituiscono uno degli elementi dell'edificio in cui meglio si conserva lo stile originale arabo-normanno: ne è tipico il disegno degli archi a rilievo intrecciantisi tra loro e le decorazioni delle superfici composte da tarsie laviche. Antistante al prospetto meridionale si apre la Piazza della Cattedrale. Questo spazio fu inizialmente adibito a cimitero annesso al Duomo, successivamente ingrandito (1465) e poi delimitato dalla attuale balaustrata (1753) lungo la quale trovano posto 16 statue marmoree, di varie epoche raffiguranti santi. Al centro della piazza sorge la statua di S.Rosalia realizzata da Vincenzo Vitaliano; essa vi fu posta nel 1745 in segno di devozione e gratitudine verso la Santa per avere sconfitto la peste.

L'interno della chiesa è assai ricco e articolato e custodisce numerose opere d'arte, ci soffermiamo qui sugli elementi principali. Il presbiterio accoglie l'altare maggiore impreziosito da inserti di pietre dure, sull'altare spicca il gruppo della resurrezione, notevole è anche il il coro in legno intagliato in stile gotico fiorito come il portico del prospetto meridionale. Ai lati del presbiterio sono a sinistra la Cappella del Sacramento e a destra la Cappella di S. Rosalia, patrona della città. Nella prima spicca il prezioso Ciborio in lapislazzuli del 1663 disegnato da Cosimo Fonsaga, nella cappella di S. Rosalia sono riposte le ossa della Santa all'interno di una pregevole urna in argento. Sui pilastri che sostengono le navate poggiano, rivolte verso la navate centrale statue di Santi di Antonello Gagini. Dello stesso sono le statue alle pareti del presbiterio e del transetto. Nell'ultima cappella della navata sinistra è ospitata la statua della Madonna di libera inferni, capolavoro scultoreo del 1469 di Francesco Laurana. Nell'ala destra del transetto è l'altare dell'Assunta impreziosito dai bassorilievi di Antonello Gagini del 1535 mentre sull'altare è posta una tela del Velasquez, pittore del '700. Sul lato destro della chiesa, subito a destra dell'ingresso meridionale, si apre la Cappella di S. Ignazio che ospita una importante tela di Pietro Novelli raffigurante la Vergine con S. Ignazio e S. Francesco Saverio. A sinistra dell'ingresso meridionale si trovano invece le tombe imperiali e reali di Federico II Hohenstaufen, Enrico IV, Ruggero II e dell'imperatrice Costanza realizzate in porfido e sovrastate da un baldacchino. Ai piedi delle colonne prossime agli ingressi meridionale e settentrionale sono poste due acquasantiere marmoree con bei bassorilievi raffiguranti episodi sacri di scuola gaginesca. Da segnalare inoltre il Tesoro della chiesa e la Cripta con una pianta originale costituita da due navate disposte nel senso trasversale con sette piccole absidi e contenente sarcofagi di varie epoche.

Molto ricco e articolato si presenta il prospetto meridionale della chiesa (sul lato della piazza) lungo il quale si apre un portico di ingresso risalente 1453 in stile gotico fiorito catalaneggiante con tre ampie arcate a sesto acuto sormontate da un timpano arabescato con varie figure. All'interno del portico si apre il portale ligneo d'ingresso alla chiesa pregevole per i suoi intagli eseguiti nel 1432 da Francesco Miranda. Sulla parete al di sopra del portale è possibile ammirare un mosaico con Madonna della fine del 1200.

La facciata principale è dei secoli 1400-1500. E' chiusa tra due torri e si articola secondo un grande portale centrale ai cui lati si aprono due finestre adesso tompagnate. Sulla balaustra antistante sono poste le statue di S. Giuseppe, S. Pietro, S. Paolo e S. Francesco di Paola realizzate dallo scultore G. B. Ragusa nel 1725. Purtroppo la stretta e trafficata Via Bonello, su cui la facciata prospetta ne rende difficoltosa la piena visione.