Piena Solidarietà a Roberto Saviano ....non lasciamolo solo, facciamo sentire la nostra indignazione. Io urlo ABBASSO TUTTE LE MAFIE!!!!!! Non voglio piangere un altro giovane eroe e la sua scorta! Ognuno faccia la sua parte adesso ......e non versi lacrime di coccodrillo se dovesse succedergli qualcosa: Falcone e Borsellino (e non solo loro) insegnano!
Messina, ribadite in appello le condanne a vita per Alberti jr e Sutera Graziella Campagna venne uccisa nel 1985 perché aveva scoperto la loro latitanza
Ergastoli confermati per i boss che rubarono la vita di Graziella
Sulla vicenda, la fiction con Fiorello stoppata da Mastella lo scorso novembre e poi andata in onda ai primi di marzo
Mafia, condannato a 5 anni il governatore della Sicilia Cuffaro
PALERMO - Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato condannato a 5 nel processo per le 'talpe' alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. La terza sezione penale del Tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo, ha escluso l'aggravante di aver favorito la mafia. A Cuffaroè stata applicata anche la pena accessoriadell'interdizione dai pubblici uffici.I pm avevano chiesto la pena di 8 anni. Nel processo per le 'talpe' alla Direzione distrettuale antimafia, il presidente della Regione era imputato di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto. Cuffaro, contrariamente a quanto egli stesso aveva annunciato, ha assistito alla lettura della sentenza nell'aula bunker di Pagliarelli. "Sono confortato, non sono colluso con la mafia", queste le prime parole dell'esponente dell'Udc. (Repubblica.it - 18-01-2008)
A Palermo nel cuore del centro c'è un'antica focacceria davanti alla Chiesa di San Francesco, si ritrovano sempre li seduti al tavolo che fu di Sciascia a bere Heineken e caffè sono la banda del sogno interrotto di una Sicilia che non c'è
c'è Isidoro, c'è Simone, Beppe il biondo della pantera Alex De Lisi l'artista da guerra che usa il pennello come una bandiera il loro capo Ottavio Navarra è stato eletto adesso sta a Roma si è comprato un vestito decente ma dentro ha ancora più rabbia di prima
Didilala-hey didilala-hay se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai non li fermano con gli spari, non li fermano con le TV sono i veri siciliani e non si fermeranno più
Hanno sfilato in manifestazione, raccolti distratta solidarietà hanno pianto Falcone e gli altri, hanno guardato sbarcare i parà volantinato Zen e Acquasanta e non so quanti altri quartieri intanto il governo ha sbloccato gli appalti e la mafia riapre i cantieri
Non so se noi ne avremo il coraggio, se prenderemo la via del nord o meglio ancora via dalle palle, fare in culo a tutti voi perchè nella banda del sogno interrotto non sono molti i fortunati sono in tutto quaranta persone di cui trentotto disoccupati Didilala-hey didilala-hay...
Forse molti di voi nemmeno sanno chi fosse Graziella Campagna ecco perchè vi invito a leggere la sua storia (clicca qui)
Volevano farcela conoscere meglio la storia di Graziella con una fiction dal titolo "La vita rubata" ...ma la direzione generale della Rai ha accolto la richiesta del presidente della Corte d'Appello di Messina che, attraverso il ministro di Giustizia Clemente Mastella, ha segnalato come la messa in onda della fiction avrebbe potuto turbare la serenità dei giudici. Leggete l'articolo scritti su repubblica.it cliccando qui. Inaudito !!!!!!!!!
Palermo, riconosce in aula l'uomo che gli chiese il pizzo
PALERMO - Chi era l'uomo che venne a chiederle il pizzo? "E' qui, seduto in aula". Vincenzo Conticello, proprietario della celebre "Antica focacceria San Francesco" di Palermo non ha esitazioni. Alla domanda del pm, ha risposto senza esitazione: "E' quel signore lì, quello seduto e che ha accanto a sè le stampelle. Allora non aveva le stampelle e si allontanò con il suo ciclomotore, del quale io presi il numero di targa".
Così, la vittima del racket indica senza esitazioni uno degli imputati del processo, Giovanni Di Salvo, che assieme a Francolino Spadaro, figlio del boss della Kalsa Tommaso e a Lorenzo D'Aleo, risponde della estorsione compiuta ai danni dell'antico locale nel centro storico di Palermo. Conticello ha accettato che le telecamere fossero presenti.
In aula anche il presidente onorario della Federazione antiracket, Tano Grasso, Pina Maisano Grassi, vedova di Libero Grassi, i ragazzi di "Addiopizzo" con le magliette che inneggiano alla reazione contro le estorsioni, ed Emanuela Alaimo, presidente del Coordinamento antiracket e antiusura. In un altro processo Vito Seidita, con il rito abbreviato è stato condannato a 8 anni.
Conticello, che ha risposto al pm Lia Sava, ha detto di essere stato avvicinato per primo da un certo Nino Scintilluni, soprannome di Antonino Lauricello, un altro dei presunti estortori.
Don Giuseppe Puglisi nasce nella borgata palermitana di Brancaccio il 15 settembre 1937, figlio di un calzolaio e di una sarta, e viene ucciso dalla mafia nella stessa borgata il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno.
Sono orgogliosa di essere siciliana perchè Padre Puglisi era ....anzi E' siciliano!
"Don Puglisi non è stato ucciso perché dal pulpito della sua chiesa annunciava princìpi astratti, ma perché ha voluto uscire dalla loro genericità per testimoniarli nella vita quotidiana, dove le relazioni e i problemi assumono la dimensione più vera." (Don Luigi Ciotti)
martedì 31 luglio 2007
Incendio devasta ingrosso ferramenta a Palermo, nube nera
Un incendio ha devastato a Palermo la notte scorsa il complesso commerciale “Guajana ferramenta”, un ingrosso di utensili e materiali per l’edilizia e l’idraulica in via Pietro Nenni, un tratto della circonvallazione.
Quattro squadre dei vigili del fuoco sono tuttora al lavro per estinguere il rogo, dal quale si è prodotta una densa nube di fumo. La protezione civile regionale ne ha prelevato campioni per effettuare analisi sulla tossicità delle esalazioni. Sconosciute al momento le cause dell’incendio sul quale sta indagando la polizia. la ditta “Guajana ferramenta” ha aderito alla campagna di consumo responsabile promossa dal comitato Addiopizzo per favorire gli acquisiti negli esercizi che dichiarano di non pagare estorsioni.
oggi eravamo più di 15.000 ...se l'impegno contro la mafia lo porteremo avanti ogni giorno forse la prossima volta saremo in 30.000 e se porteremo il nostro impegno tutti per 365 giorni ...l'anno dopo potremmo essere 60.0000 ....e se....forse un giorno saremo tutti contro nessuno!
questo è uno dei tanti brani che abbiamo cantato e ballato ritmandolo con il battito delle mani, il testo l'ho voluto scrivere in verde ...verde come quella speranza che il siciliano onesto ha in fondo al cuore VINCERE LA MAFIA!
È nato nella terrra dei vespri e degli aranci Tra Cinisi e Palermo parlava la sua radio Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare La voglia di giustizia che lo portò a lottare
Aveva un cognome incontratto e rispettato Di certo in quell'ambiente da lupo colorato Si sa come si nasce ma non come si muore E il nostro è un ideale ti porterà dolore
Ma la tua vita ora puoi cambiare Solo se sei disposto a camminare Gridando forte senza aver paura Contanto cento passi lungo la tua strada
Poteva come tanti scegliere di partire Invece lui scelse di restare Gli amici, la politica, la lotta di partito Alle elezioni si era candidato
Diceva da vicino non gli avrebbero controllati Ma poi non ebbe tempo perchè venne amazzato Il nome di suo padre nella notte non è sevito Gli amici disperati non l'hanno trovato
E allora dimmi se sai contare Dimmi se sai anche camminare Contare camminare insieme a cantare La storia di Peppino e degli amici siciliani
"Per far avere un senso a questa morte di Falcone, a questa morte di sua moglie, a questa morte degli uomini della sua scorta; che sono morti per noi; abbiamo un grosso debito verso di loro. Questo debito dobbiamo pagarlo gioiosamente continuando la loro opera: facendo il nostro dovere, rispettando le leggi, anche quelle che ci impongono dei sacrifici, rifiutando dal sistema mafioso anche quei benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro, testimoniando i valori in cui crediamo, anche nelle aule di giustizia, accettando in pieno questa gravosa e bellissima eredità, dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo."
Paolo Borsellino
Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinari, Rocco Di Cillo, Vito Schifani ....23 maggio 1992 - 23 Maggio 2007, 15 anni e il nostro debito continua aumentato dagli interessi di altre morti e dal sopimento delle coscenze ....ma IO NON CI STO!!!
...visto che Totò Cuffaro è stato eletto con i voti di noi siciliani Presidente della Regione
(tratto da "La Mafia è bianca")
Riaperta indagine per mafia su Cuffaro, presidente della Sicilia
lunedì, 21 maggio 2007 4.21
PALERMO (Reuters) - Il giudice per le indagini preliminari ha accolto oggi la richiesta dei magistrati palermitani che vogliono riaprire l'inchiesta per mafia sul presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro. Lo hanno reso oggi fonti giudiziarie.
La richiesta di riaprire il fascicolo su Cuffaro, vicesegretario dell'Udc, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, era stata avanzata a marzo dal capo della Procura palermitana, Francesco Messineo.
L'accusa nei confronti del presidente della Sicilia, che ha sempre negato ogni addebito, era già stata formulata e archiviata in passato su richiesta della stessa Procura, all'epoca guidata da Piero Grasso.
La Procura di Palermo aveva però chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Cuffaro per rivelazione di segreto e favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra nell'ambito del processo per le "talpe" all'interno della Direzione distrettuale antimafia.
Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinari, Rocco Di Cillo, Vito Schifani
23 maggio: giornata di celebrazioni tra Palermo e Corleone a 15 anni dall´eccidio: in arrivo la "nave della legalità" Sbarcano in mille per ricordare la strage Falcone
Con gli studenti il presidente Marini e i ministri Amato e Fioroni
Studenti di tutta Italia, il presidente del Senato, un drappello di ministri e sottosegretari, il capo della Polizia, il superprocuratore antimafia, investigatori dell´Fbi, magistrati spagnoli e anche il viceprocuratore di Città del Messico. Celebrazioni in grande, quest´anno, per il quindicesimo anniversario della strage di Capaci che, per la prima volta, toccheranno la Corleone «liberata» dopo l´arresto di Provenzano e si concluderanno con un grande concerto in piazza Politeama.
La Fondazione Giovanni e Francesca Falcone e il ministero della Pubblica istruzione per ricordare la «lezione di libertà e democrazia» di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno stilato per il prossimo 23 maggio un programma fitto di eventi e di ospiti eccellenti. Si comincia la sera del 22 con un dibattito con Don Luigi Ciotti e Francesco Forgione nel giardino ricavato vicino la stele sull´autostrada nei pressi di Capaci. La mattina del 23, al porto, l´intera banda della polizia accoglierà i circa 1200 studenti italiani che sbarcheranno dalla Nave della legalità, messa a disposizione dalla Snav, che partirà la sera prima dal porto di Civitavecchia con a bordo il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Letizia De Torre e il procuratore antimafia Piero Grasso. Alle 9.30, nell´aula bunker del carcere dell´Ucciardone, studenti e insegnanti discuteranno di lotta alla mafia e educazione alla legalità assieme al presidente del Senato, Franco Marini, al ministro dell´Interno Giuliano Amato, al ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni e al procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso. Il ministro Fioroni presenterà i primi risultati del lavoro del Comitato nazionale «Scuola e legalità». In contemporanea, migliaia di studenti e docenti, accompagnati da Alfredo Morvillo e da Manfredi Borsellino, andranno a Corleone sui luoghi dell´arresto di Bernardo Provenzano. Sulla strada che costeggia il rifugio del boss saranno stese le «lenzuola della legalità» realizzate dalle scuole, mentre per le strade del paese le scuole corleonesi organizzeranno una festa della legalità. A Corleone i ragazzi saranno raggiunti dal ministro Fioroni e da Maria Falcone. Nel pomeriggio, alle 16, i ragazzi si ritroveranno a Palermo per partecipare a due cortei che, partendo dall´aula bunker e da via D´Amelio, si dirigeranno all´Albero Falcone, in via Notarbartolo, di fronte all´abitazione di Giovanni Falcone. Alle 17.58 si osserverà un momento di raccoglimento e di silenzio in ricordo della strage di Capaci. Infine, alle 21.00 a Piazza Politeama si terrà il concerto gratuito Mille note contro la mafia al quale parteciperanno gli Zero Assoluto, Carmen Consoli e i Lautari, Frankie HI NRG e Daniele Silvestri.
L I B E R A Associazioni nomi e numeri contro le mafie SEDE DI PALERMO ------------------------------------------ Via A. Borrelli 3 - 90139 Palermo Tel. 091-300852 Fax 091-348815 sede.palermo@libera.it - www.libera.it
La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie: E’ questa l’occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno.
Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine Appunti di una vita dal valore inestimabile Insostituibili perchè hanno denunciato Il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra Di faide e di famiglie sparse come tante biglie Su un'isola di sangue che fra tante meraviglie Fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie Di una generazione costretta non guardare A parlare a bassa voce a spegnere la luce A commentare in pace ogni pallottola nell'aria Ogni cadavere in un fosso Ci sono stati uomini che passo dopo passo Hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno Con dedizione contro un'istituzione organizzata Cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro? E' nostra... la libertà di dire Che gli occhi sono fatti per guardare La bocca per parlare le orecchie ascoltano... Non solo musica non solo musica La testa si gira e aggiusta la mira ragiona A volte condanna a volte perdona Semplicemente Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che sono morti giovani Ma consapevoli che le loro idee Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole Intatte e reali come piccoli miracoli Idee di uguaglianza idee di educazione Contro ogni uomo che eserciti oppressione Contro ogni suo simile contro chi è più debole Contro chi sotterra la coscienza nel cemento Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che hanno continuato Nonostante intorno fosse tutto bruciato Perchè in fondo questa vita non ha significato Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato Gli uomini passano e passa una canzone Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione Che la giustizia no... non è solo un'illusione Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Pensa
14/1/1988: a Palermo assassinato Natale Mondo, l’agente di polizia sopravvissuto all’agguato in cui avevano perso la vita Cassarà e Antiochia. Uomo fidato di Cassarà aveva parlato di "diffidenze molto serie" che sia il dott. Montana che il dott. Cassarà avevano sul conto di alcuni "uomini in divisa" in particolare all'epoca si parlò anche di Bruno Contrada. Il fatto di essere rimasto vivo nell'attentato in cui persero la vita Ninni Cassarà e Roberto Antiochia (fu la blindata a salvargli la vita visto che svolgeva anche il compito di autista del dr. Cassarà) gli costò l'accusa di "talpa" della questura, da questa accusa fu poi scagionato...ma quante umiliazioni fu costretto a subire "era meglio che morivo insieme a loro tanto prima o poi arrivano...." disse un giorno ...e quel 14 gennaio arrivarono davanti la sua casa (a pochi passi da casa mia) ...un pomeriggio ..e lo crivellarono di colpi.
Ecco alcuni stralci di notizie che all'epoca furono scritte sulla questione "talpa" : E arriviamo alla "talpa". Natale Mondo è in galera. Era l'autista di Cassarà, guardia del corpo del funzionario e del giudice Falcone in più occasioni, e quel pomeriggio in via della Crocerossa fu l'unico a rimanere miracolosamente illeso. E' lui, allora, l'infiltrato della mafia? L'uomo che il 5 agosto tradì Cassarà? In questura nessuno ne è veramente convinto, e non solo per l'amicizia che legava Natale Mondo al suo superiore (lavoravano insieme da diversi anni). In effetti, nella presunzione d'innocenza del giovane poliziotto palermitano c'è qualcos'altro: «Le Famiglie mafiose hanno i loro uomini infiltrati in questura da molti anni. Quella di Natale Mondo, colpevole o meno, è comunque un'ipotesi riduttiva: anche se potrebbe fare comodo a qualcuno per chiudere definitivamente il caso Cassarà. Ma le vere talpe non sono certamente semplici agenti di scorta...». Il funzionario della mobile non aggiunge altro.
alcuni brani tratti dall'audizione del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo:
PRESIDENTE. Non ne avete sentito parlare? GASPARE MUTOLO. So che i giornali hanno parlato di questa soffiata, che addirittura era Natale Mondo. Invece, dopo, parlando con altri detenuti, si è detto che, se si pensava che questo fosse vivo, si sarebbe andati là per sparargli un colpo in testa. Il fatto che si sia salvato è stato un caso. Come si fa in mezzo a 250 proiettili a salvarsi? Come può essere che uno, dentro la macchina, e al quale venga sparata una raffica di mitra, due colpi di "scopetta", rimanga vivo? Purtroppo, sono fatalità della vita... PRESIDENTE. Beh, meno male che ci sono queste fatalità! Non mi riferivo a Natale Mondo sul quale siamo perfettamente d'accordo con lei. Cassarà era rimasto per alcuni giorni a dormire in questura e poi improvvisamente, quel giorno, era andato via. Il problema è vedere come questo lo si era saputo, tenendo presente che tante persone e collaboratori, compreso lei,avevano notizie dall'interno della questura.
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PRESIDENTE. Perché Mondo viene ucciso? GASPARE MUTOLO. Mondo viene ucciso perché era sempre nell'ufficio di Cassarà, anche se aveva avuto delle disavventure per i soliti conflitti tra polizia e carabinieri. Mondo aveva contatti con un certo xxxx, se ne è parlato sui giornali ma abbiamo chiacchierato anche fra di noi. Mondo, autorizzato da Ninni Cassarà, si voleva infiltrare perché allora non esisteva ancora la legge per cui si possono fare compravendite simulate; però i carabinieri avevano intercettato una telefonata ed erano all'oscuro che Mondo fosse d'accordo con la polizia e con xxx di fare... e pensavano che il poliziotto fosse immischiato nel traffico... Nel momento in cui rimane vivo nell'agguato al dottor Ninni Cassarà queste cose escono fuori e vengono divulgate dalla stampa. PRESIDENTE. L'omicidio è stato commesso perché Mondo si era infiltrato? GASPARE MUTOLO. Dopo Mondo viene messo sotto inchiesta e trasferito; in seguito ritorna e si vede molto spesso all'Arenella, che è la località dove l'hanno ucciso. Nel frattempo, qui era latitante un certo Salvatore Madonìa... questo mi viene raccontato da un certo Galato, che gli aveva dato il suo appartamento. Un motivo di preoccupazione era che questo Mondo conosceva tutto l'ambiente mafioso, almeno tutti quelli schedati. L'hanno ucciso perché era uno che sapeva delle investigazioni che aveva fatto il dottor Ninni Cassarà. PRESIDENTE. Quindi viene ucciso perché poteva essere pericoloso, perché sapeva determinate cose? GASPARE MUTOLO. Perché poteva essere pericoloso se facevano qualche rapporto, qualche associazione, dei collegamenti. Quando la polizia lavora e scrive ricorda sempre a mente qualche cosa.all'interno della questura.
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Ciao Natale ....mai dimenticherò la tua allegria e i tuoi buffetti sulla guancia quando incontrandomi per le strade della nostra borgata mi dicevi: Ciao Pippina ...mi raccumannu" (strizzandomi l'occhio), mai dimenticherò il dolore di quel giorno e quel pianto dirotto dei tuoi colleghi ...e mai dimenticherò la loro rabbia quando, durante il funerale, passammo davanti al portone di Questura e Squadra Mobile.... altre parole sarebbero superflue.
Apro il giornale e guardo la tv e sempre le stesse notizie rimbombano in un continuo ritmo ossessionante ..mafia, guerra, morte, illegalità. Ho sempre detto e ribadito che bisognerebbe, invece, dare più risalto a quello che di positivo ci capita intorno ...ecco perchè oggi ho scelto di parlarvi di una "piccola ma importante" realtà che è nata diversi anni fa a Palermo.
ContrariaMente è un'associazione studentesca nata con l'intento di portare avanti nelle aule universitarie quelle problematiche siciliane tra cui la lotta alla mafia, di essere strumento di informazione e sensibilizzazione per i giovani di questa amara terra. "C'è un bisogno ormai chiaro e visibile di uscire di casa, rompere la monotonia e vivere una vita culturalmente più intensa. Ci sono forze disposte a lavorare, ad essere protagoniste, energie giovanili tradizionalmente emarginate da una politica culturale miope dei gruppi dirigenti: bisogna farle scendere in campo aperto..."...queste parole di Pio La Torre hanno rafforzato la motivazione di questi ragazzi convincendoli a rendere concreti i loro studi.
Concludo con una poesia di Cesare Pavese "La Terra e la Morte" che i ragazzi di ContrariaMente hanno scelto di trascrivere in uno degli ultimi opuscoli che hanno scritto e divulgato "Piersanti Mattarella: le carte in regola, la riscossa morale e l'attenzione ai giovani" (interessanti anche quelli su Borsellino e Pio La Torre)
A allora noi vili che amavamo la sera bisbigliante, le case, i sentieri sul fiume, le luci rosse e sporche di quei luoghi, il dolore addolcito e taciuto - noi tendemmo le mani alla viva catena e tacemmo, ma il cuore ci sussultò di sangue, e non fu più dolcezza non fu più abbandonarsi al sentiero sul fiume - e non più servi, sapemmo di essere soli e vivi.
...Volevo anche dirvi che una delle ultime iniziative dell'Associazione è stata quella di stampare e distribuire gratuitamente (come tutti gli opuscoli) "La Nostra Costituzione" in formato tascabile. Vi invito, inoltre a di dare uno sguardo a : www.centrostoricopalermo.ilcannocchiale.it conoscerete meglio l'impegno di ContrariaMente con l'auspicio che sia dia più spazio e più voce a chi cerca di rendere meno "amara" questa splendida terra di Sicilia.
Grazie ragazzi ....mi fate sentire ancora più orgogliosa di essere Palermitana!
12/1/1988: ucciso Giuseppe Insalaco, democristiano sindaco di Palermo per pochi mesi, avversario politico di Lima e Ciancimino. L’uomo politico prima di morire aveva fatto in tempo a denunciare, anche di fronte alla commissione parlamentare antimafia, le pressioni subite da Vito Ciancimino e dal suo gruppo. E lo aveva indicato come il dominus dei grandi appalti al Comune di Palermo. Dopo la sua morte fu trovato un clamoroso memoriale in cui Insalaco chiamava pesantemente in causa il vecchio sistema politico cittadino.
Io, semplicemente io ....testarda, dolce, generosa, rompiballe, sensibile, passionale, sincera, vulnerabile ...con tanta voglia di essere un pò più cattiva.