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domenica 22 aprile 2007

Moulin Rouge



Non avrei mai immaginato di potermi sentire cosi
come se non avessi mai visto il cielo prima d'ora
voglio scomparire in un tuo bacio
Ogni giorno ti amo sempre di più
Ascolta il mio cuore,
puoi sentire che sta cantando
mi sta dicendo di darti tutto
le stagioni possono cambiare,
dall'inverno alla primavera
Ma io ti amerò fino alla fine dei giorni
Qualunque cosa succeda
Qualunque cosa succeda
Ti amerò finché morirò
Improvvisamente il mondo sembra un posto perfetto
Improvvisamente si muove con una grazia perfetta
Improvvisamente la mia vita
non sembra cosi sprecata, tutto ruota attorno a te
non ci sono montagne troppo alte
Non ci sono fiumi troppo selvaggi
Cantando questa canzone mi sento li al tuo fianco
Nuvole di tempesta possono coprire Il cielo
e le stelle possono entrare in collisione
ma io ti amerò fino alla fine del tempo
Qualunque cosa succeda
Qualunque cosa succeda
Io ti amerò finché morirò
Oh, qualunque cosa succeda, qualunque cosa succeda
Ti amerò, ti amerò

Improvvisamente il mondo sembra un posto perfetto
Qualunque cosa succeda
Qualunque cosa succeda
Io ti amerò finché morirò.









Improvvisamente il mondo sembra un posto perfetto
Qualunque cosa succeda
Qualunque cosa succeda
Io ti amerò finché morirò.




(
Artista: Ewan McGregor feat. Nicole Kidman
Titolo: Come What May dal film "Moulin Rouge"
Titolo Tradotto: Qualunque cosa succeda)

venerdì 30 marzo 2007

Nuovo cinema Paradiso



LA TRAMA:

Due anni dopo la fine della II guerra mondiale a Ciancaldo, un paese siciliano, il cinema è l'unico divertimento. Davanti ad una platea chiassosa, ma anche emotiva, il "parroco-gestore" fa passare sullo schermo celebri film americani e italiani, dopo adeguati tagli di cui si occupa l'anziano Alfredo, il proiezionista, che inizia ai misteri della macchina da proiezione Salvatore, un ragazzino di dieci anni figlio di un disperso in Russia e fanatico frequentatore del cinema .Quando la cabina si incendia perchè Alfredo ha voluto proiettare anche in piazza un film comico, Salvatore, dopo aver salvato Alfredo, che per le ustioni al volto rimarrà cieco, prende il suo posto nel rinnovato Cinema Paradiso. Ormai adolescente si innamora di Elena, una ragazza benestante. Chiamato alle armi dopo aver chiesto invano un appuntamento a Elena per salutarla prima di partire (il padre di Elena non vuol nemmeno sentir parlare di legami con Salvatore), non riceverà nemmeno risposta alle numerose lettere che le invia, regolarmente respinte in caserma. Dopo il servizio militare Salvatore non torna più a Ciancaldo poichè Alfredo gli ha detto che il suo avvenire è altrove e dal paese molti sono emigrati in Germania per lavorare. Passano trent'anni: a Salvatore, diventato un affermato regista, la madre comunica che Alfredo è morto. Tornato al paese trova tutto cambiato e il "Nuovo Cinema Paradiso" ormai fatiscente viene demolito. Salvatore rivede Elena, sposata con figli, c'è tra i due un momento di rimpianto e di tenerezza per l'amore perduto, ma la loro storia non potrà ricominciare, anche se Salvatore non s'è mai sposato ed Elena è rimasta l'unico amore dellla sua vita. Così Salvatore torna a Roma con tanti rimpianti e ricordi e anche con una "pizza" di pellicola che Alfredo ha lasciato per lui: dentro ci sono gli spezzoni di pellicola che il "prete-gestore" tagliava a suo tempo. La proiezione di quei reperti costituisce per Salvatore il simbolo dell'immortalità del cinema, nonostante la crisi che attualmente lo travaglia.


Nuovo cinema Paradiso
titolo originale Nuovo cinema Paradiso
nazione Italia / Francia
anno 1989
regia Giuseppe Tornatore
genere Drammatico
durata 155 min.
distribuzione Medusa Film
cast P. Noiret (Alfredo) • S. Cascio (Salvatore bambino) • J. Perrin (Salvatore adulto) • L. Gullotta (Usher)
sceneggiatura G. Tornatore
musiche E. MorriconeA. Morricone
fotografia B. Giurato
montaggio M. Morra

lunedì 11 dicembre 2006

"...distanti solo cento passi ....un abisso..."







Giuseppe Impastato (Peppino) nacque a Cinisi il 5 gennaio 1948. Il padre era capo di un piccolo clan mafioso e membro di un clan più vasto. Ma Peppino scelse di uscirne, scelse di combatterla quella mafia. Ecco cosa racconta il fratello Giovanni (che insieme alla madre Felicia ha rotto con la cultura mafiosa):

«C’è una scena del film che spiega tutto. Mio fratello che litiga con mio padre, io lo rincorro per calmarlo e lui mi porta, passo dopo passo, fino alla casa di Tano Badalamenti. La distanza è appunto di soli cento passi. Eppure, mi dice Peppino nel film, quei pochi metri separano due mondi opposti: quello delle persone oneste, dei lavoratori, e l’altro degli assassini e dei prevaricatori. Ecco, questa può essere la metafora della storia di mio fratello: si può vivere nello stesso microcosmo, addirittura sotto lo stesso tetto, come avveniva tra Peppino e mio padre, ed essere distanti anni luce. Nello stesso tempo, lo spazio di soli cento passi ti fa capire quanto sia labile il confine della scelta tra il bene e il male».

Nel 1978 Peppino partecipa con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi. Venne assassinato il 9 maggio 1978 (nello stesso giorno in cui fu ucciso Aldo Moro), qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l'esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo fu dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani. Le indagini vennero dopprima orientate sull'ipotesi di un attentato terroristico consumato dallo stesso Impastato, o, in subordine, di un suicidio "eclatante". Il caso giudiziario è stato chiuso e riaperto per ben tre volte, sino ad arrivare alla condanna alla pena dell'ergastolo nei confronti del boss di Cinisi Gaetano Badalamenti e del suo complice Vito Palazzolo, accusati di essere i mandanti del delitto.

“Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia.” (Claudio Fava, “Cinque delitti imperfetti”)

mercoledì 29 novembre 2006

"....Schindler's list...."

Il film



Tratto dal romanzo di Thomas Keneally è la vera storia di Oscar Schindler, industriale tedesco, che nel 1938 capisce che è bene legarsi ai comandanti militari. Li frequenta nei locali notturni, offre bottiglie preziose. Quando gli ebrei sono relegati nel ghetto di Cracovia Schindler riesce a farsene assegnare alcune centinaia come operai in una fabbrica di pentole. All'inizia sembra sfruttarli, in realtà li salva. Di fronte alla persecuzione tremenda, il tedesco trasforma quella sua prima iniziativa in una vera missione, fino a comprare letteralmente le vite di quasi milleduecento ebrei (la famosa lista) che sicuramente sarebbero morti nel campo di Auschwitz. Questo film di Steven Stevenberg (del 1993) ha raccolto sette Oscar, compresi i due maggiori, al film e alla regia. Un film che "rimarrà"! Indelebile nella mia mente il rosso di quel cappottino, unico colore che si distingue nelle immagini in bianco e nero del film, indossato da una bimba che cammina in fila insieme ad altre persone e che poi viene notato da Schindler su di un carro che trasporta cadaveri.

Oskar Schindler e gli altri

La persona di Oskar Schindler (a sinistra: il "vero" Oskar Schindler) era, fino al film di Spielberg, praticamente sconosciuta. Ma Schindler che salvò 1200 ebrei dalla morte sicura non era da solo; c'erano anche altre persone, in Germania e in altri paesi d'Europa, che rischiavano - e spesso perdevano - la propria vita aiutando gli ebrei e rimanendo spesso fino ad oggi sconosciuti....




...come Giorgio Perlasca. Quella di Giorgio Perlasca è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ebrei spacciandosi per console spagnolo. Emersa dopo un silenzio durato quasi mezzo secolo, la storia di questo “eroe per caso”, il cui nome oggi si trova a Gerusalemme tra i Giusti delle Nazioni, dimostra che per ogni individuo è sempre possibile assumersi la responsabilità personale
per la difesa della vita e dell’umanità.